Riguardiamoci – Un laboratorio somatico sulla relazione tra due

Data di pubblicazione

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C’è qualcuno con cui vorresti imparare ad esprimerti senza paura? Ti capita di sentire un grande slancio emotivo verso qualcuna/o e tuttavia non riconoscere tempi e parole giuste per sentirti pienamente a tuo agio? Se hai pensato ad una persona in particolare, probabilmente è la persona giusta al momento giusto, quello di questo laboratorio. Forse semplicemente non ha mai avuto uno spazio in cui essere guardato con attenzione. Ed è questo quello che vuole darti questo laboratorio.

Riguardiamoci è un laboratorio sulla coppia a Palermo: tre incontri in cui corpo e parola lavorano insieme su quello che succede quando due persone decidono di fermarsi nello spazio che c’è tra loro.


A chi è rivolto questo laboratorio

Il termine “coppia” è usato nel senso più ampio. Non solo la coppia romantica — ma qualunque diade: due amiche, una madre e una figlia, due colleghe, due persone che si stimano e sentono che qualcosa tra loro merita più attenzione.

Si viene in due. Le differenze tra le due persone — di generazione, di storia, di stile relazionale — non sono un ostacolo: sono il materiale del lavoro.

Il gruppo è piccolo per scelta: massimo cinque coppie, perché l’intimità ha bisogno di confini precisi per mettersi in gioco.


Come è fatto il laboratorio

Ogni incontro ha una struttura ricorrente: apertura somatica, provocazione concettuale, pratica in coppia, restituzione condivisa, chiusura rituale. I due registri — fenomenologico-dialogico e somatico — non si alternano in sequenza: si intrecciano continuamente. Il corpo informa la parola, la parola restituisce senso al corpo.

Il percorso si sviluppa in tre incontri, ognuno con un tema portante.


Incontrarsi

Il primo incontro lavora sulla sospensione del già-noto: guardare l’altra persona come se fosse la prima volta, mettere tra parentesi ciò che già sappiamo per fare spazio a ciò che non abbiamo ancora visto. Si introduce il concetto di sentipensiero — l’intelligenza che abita il confine tra sentire e pensare — e si inizia a esplorare la differenza tra reagire e rispondere.


Esporsi

Il secondo incontro lavora sulla differenza come risorsa. Una persona parla — porta qualcosa, nomina qualcosa che di solito non trova spazio. L’altra ascolta senza interrompere, senza consolare, senza interpretare: solo presenza. Poi risponde non con parole ma con il corpo — una risonanza, non una risposta. Ci si allena a testimoniare invece di rispecchiare.


Accogliersi

Il terzo incontro lavora sul riconoscimento: non il rispecchiamento identico, ma il vedere l’altra persona nella sua alterità e restare in relazione. Si pratica la rêverie — lo spazio ricettivo in cui si è capaci di accogliere l’esperienza dell’altra senza difendersi. Si termina con una danza del confine: muoversi insieme nello spazio senza che nessuna decida per l’altra.


Chi conduce

Roberta Cordaro è psicologa con approccio fenomenologico-gruppale, specializzata in differenza di genere e dinamiche di gruppo. Tiene il registro concettuale e dialogico del laboratorio: le provocazioni teoriche, le pratiche di parola, la restituzione condivisa.

Katerina Di Marco è facilitatrice somatica e coach del movimento naturale. Tiene il registro corporeo: le aperture somatiche, le pratiche di movimento, il lavoro sul confine fisico e relazionale.

I due registri non sono separati: ogni sequenza somatica prepara il terreno all’elaborazione concettuale, e viceversa. La compresenza metodologica delle due conduttrici è coerente con il tema del laboratorio stesso.


Informazioni pratiche

Date Tre lunedì a giugno, ore 18.00–20.00: 8 giugno · 15 giugno · 22 giugno

Luogo Panta Rei, Piazza Verdi 29, Palermo

Capienza Massimo 5 coppie — 10 persone

Quota di partecipazione 250€ a coppia

La quota copre tutti e tre gli incontri.


Come iscriversi

Per iscriverti o per qualsiasi domanda, scrivi direttamente a me oppure vai al link qui sotto.

Modulo di iscrizione al Laboratorio

Puoi anche scrivere indicando il nome tuo e della persona che vorresti portare, e il tipo di diade — non è necessario spiegare nulla di più per iniziare.


Riguardiamoci è il titolo e il gesto: riguardare come ri-vedere, e come prendersi cura. Fino alla fine.

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